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Osservatorio MyEdu 2025/26: metodo di studio e benessere al centro

Pubblicato il Giugno 22, 2026

Osservatorio MyEdu 2025/26: metodo di studio e benessere al centro

L’indagine di MyEdu, condotta su un campione di oltre 8.000 famiglie italiane, i cui dati sono stati analizzati dall’Osservatorio Digital For Kids & Teens della School of Management del Politecnico…

L’indagine di MyEdu, condotta su un campione di oltre 8.000 famiglie italiane, i cui dati sono stati analizzati dall’Osservatorio Digital For Kids & Teens della School of Management del Politecnico di Milano, evidenzia l’importanza per i genitori di un metodo di studio personalizzato e una maggiore preoccupazione per il benessere emotivo dei propri figli e delle proprie figlie durante il percorso scolastico

Rimane prudente, per il terzo anno consecutivo, l’atteggiamento delle famiglie sul tema dell’Intelligenza Artificiale applicata all’istruzione.

A poco più di una settimana dal termine dell’anno scolastico, MyEdu, casa editrice specializzata nella realizzazione di strumenti e risorse digitali per la didattica e partner del Ministero dell’Istruzione e del Merito, rende nota la voce di un campione di famiglie in Italia su diverse tematiche riguardanti il percorso di apprendimento dei propri figli e figlie.

L’indagine a cura dell’Osservatorio MyEdu, giunto alla 13° edizione, è stata condotta su un campione di 8.423 rispondenti delle scuole dell’infanzia (2.373), della primaria (2.970) e della secondaria di I grado (3.080) sul territorio italiano e analizzata dall’Osservatorio Digital For Kids & Teens della School of Management del Politecnico di Milano, con l’obiettivo di comprendere aspettative, bisogni e principali aree di attenzione rispetto al percorso scolastico.

I risultati sembrano delineare un cambiamento progressivo nel modo in cui le famiglie interpretano oggi il tema dell’apprendimento: 8 genitori su 10 con figli e figlie che frequentano la scuola primaria e secondaria di I grado considerano molto importante l’acquisizione di un metodo di studio personalizzato, evidenza che trova radici fin dall’infanzia. Il 59% dei genitori di bambini e bambine dai 3 ai 6 anni intravede come prioritaria, in una prospettiva futura, la loro capacità di sviluppare strumenti e approcci utili per apprendere in modo efficace.

L’adozione di un metodo di studio efficace e su misura del singolo studente e della singola studentessa consente di rispettare le peculiarità e valorizzare le potenzialità di ciascuno/a, favorendo una maggior efficacia nell’apprendimento, anche per coloro che hanno caratteristiche neurodivergenti, come Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) o Bisogni Educativi Speciali (BES).

Accanto all’importanza data al metodo di studio, un dato particolarmente rilevante è la crescente preoccupazione per il benessere emotivo dei figli e delle figlie al progredire del percorso scolastico. Nella primaria l’86% dei genitori dichiara che il figlio o figlia sperimenta a volte (67%), spesso (15%) o sempre (4%) situazioni di ansia o stress o pressione connesse a compiti, interrogazioni e verifiche. Solo il 14% dei rispondenti dichiara di non riscontrarle mai.

I dati mettono in luce una maggiore consapevolezza da parte delle famiglie dell’importanza di un approccio centrato sul benessere emotivo e sulla scoperta del talento personale dei propri figli e figlie. Si tratta di un orientamento pedagogico significativo, che si avvicina a una visione che valorizza lo sviluppo della persona nella sua integralità, oltre alla dimensione meramente prestazionale”. Commenta Barbara Urdanch, pedagogista, esperta dei processi dell’apprendimento, formatrice AID (Associazione Italiana Dislessia) e membro del Comitato Scientifico di MyEdu. La relazione tra emozioni e apprendimento è percepita dai genitori come determinante e attribuisce valore altissimo alla corresponsabilità educativa tra scuola e famiglia nello sviluppo delle competenze emotive”.

 “Il benessere emotivo è infatti una condizione fondamentale per imparare. Ogni bambino e ogni bambina ha un profilo cognitivo unico ed è fondamentale conoscere come funziona la propria mente nei processi di studio: questo permette di raggiungere gli obiettivi didattici scegliendo strade diverse e con gli strumenti più adatti ai propri bisogni e solo così si costruisce una sicurezza emotiva che rappresenta la base di un apprendimento significativo”. Aggiunge Monica Bertelli, psicologa, coach e istruttrice di mindfulness, esperta di benessere integrato, intelligenza emotiva e apprendimento e membro del Comitato Scientifico di MyEdu.

Dal punto di vista degli strumenti utilizzati per supportare l’apprendimento, i libri di testo continuano a rappresentare il riferimento principale in tutti gli ordini scolastici, con percentuali comprese tra l’83% e il 90%. Parallelamente, però, emerge una domanda crescente di strumenti complementari: corsi e laboratori extracurriculari, materiali per esercitarsi a casa, contenuti digitali. Anche gli strumenti compensativi assumono un ruolo sempre più rilevante nel supporto allo studio per il 56% rispondenti della scuola primaria e per il 62% della secondaria di I grado.

Se da un lato si assiste a un’evoluzione dei bisogni e delle richieste da parte dei genitori in merito al metodo di studio, agli strumenti per l’apprendimento e alla salvaguardia del benessere dei figli e figlie, dall’altro un trend che si conferma pressoché costante nelle ultime tre edizioni dell’Osservatorio MyEdu riguarda l’impiego dell’intelligenza artificiale in ambito scolastico. 

Una tematica che ancora oggi divide le famiglie e indica una posizione di incertezza dei genitori riguarda, più che l’uso in generale della tecnologia a scuola, il saper discernere i benefici concreti dai limiti e rischi dell’intelligenza artificiale applicata all’istruzione. La componente di prudenza appare più marcata nella secondaria rispetto alla primaria. Il 40% dei genitori con figli e figlie tra gli 11 e i 14 anni considera l’AI un rischio, il 33% non esprime un’opinione definita e solo il 27% la ritiene un vantaggio.

Il dato complessivo suggerisce un lieve aumento dell’attenzione delle famiglie verso i possibili impatti dell’AI sui processi di apprendimento. Parallelamente, la quota ancora elevata di genitori che non esprime un giudizio definito evidenzia come il tema venga percepito, anche in questo caso, come poco chiaro nelle sue applicazioni concrete e nei suoi possibili effetti sul percorso educativo.

La fotografia che, come ogni anno, ci restituisce il nostro Osservatorio, riflette i bisogni e i dubbi che quotidianamente intercettiamo durante il nostro lavoro a fianco delle famiglie e dei docenti da oltre 10 anni. La tecnologia, seppur assuma un ruolo sempre più riconosciuto in ambito education per il suo potenziale inclusivo, viene ancora oggi percepita, in relazione all’Intelligenza Artificiale, con timore e incertezza, segnale di un’esigenza diffusa di maggiore formazione sul tema. Il nostro impegno, oltre a progettare risorse e strumenti che supportino l’apprendimento favorendo le peculiarità di ciascun studente e ciascuna studentessa, è anche quello di generare awareness tra le famiglie e i docenti per comprendere le potenzialità della tecnologia e in particolare dell’AI e la loro corretta applicazione a vantaggio di una scuola più inclusiva. Dichiara Laura Fumagalli, Presidente di MyEdu.

Le posizioni molto variegate delle famiglie sull’Intelligenza Artificiale in ambito educativo non stupiscono. L’Intelligenza Artificiale, infatti, può arricchire l’esperienza educativa, ad esempio personalizzando l’apprendimento e offrendo nuovi strumenti di supporto a docenti e studenti. Allo stesso tempo, può generare rischi significativi qualora generi dipendenza dalla tecnologia, riduca l’autonomia e il pensiero critico oppure esponga gli studenti a risposte inesatte o a un uso non adeguato dei loro dati personali. Opportunità e rischi sono spesso due facce della stessa medaglia: per trasformare il potenziale dell’AI in valore educativo servono una progettazione etica e responsabile dei servizi e delle soluzioni e un’adeguata formazione di docenti e studenti nell’adozione e nell’utilizzo.” Dichiara Fiorella Crespi, Direttrice dell’Osservatorio Digital for Kids & Teens

“Ringrazio l’Osservatorio Digital for Kids & Teens della School of Management del Politecnico di Milano per la rielaborazione dei dati sull’anno scolastico appena concluso, che nel complesso ci restituisce l’immagine di famiglie più attente e consapevoli, che al di là degli obiettivi didattici ricercano la costruzione di una reale alleanza educativa tra scuola e famiglia, fondata sullo sviluppo delle peculiarità individuali, dell’autonomia e del benessere globale di studenti e studentesse. Conclude Laura Fumagalli.