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MyEdu a Didacta: AI ed educazione emotiva per una scuola più accogliente

Pubblicato il Marzo 3, 2026

MyEdu a Didacta: AI ed educazione emotiva per una scuola più accogliente

A DIDACTA ITALIA, IN OCCASIONE DI UN EVENTO MYEDU, BARBARA URDANCH E MONICA BERTELLI DIALOGANO SULL’USO CONSAPEVOLE DELLE TECNOLOGIE E SULLA GESTIONE DELLE EMOZIONI A SUPPORTO DELL’APPRENDIMENTO Come guardare all’introduzione…

A DIDACTA ITALIA, IN OCCASIONE DI UN EVENTO MYEDU, BARBARA URDANCH E MONICA BERTELLI DIALOGANO SULL’USO CONSAPEVOLE DELLE TECNOLOGIE E SULLA GESTIONE DELLE EMOZIONI A SUPPORTO DELL’APPRENDIMENTO

Come guardare all’introduzione delle nuove tecnologie in ambito scolastico? L’intelligenza artificiale può favorire l’insegnamento e l’apprendimento, ma in che modo è correlata allo sviluppo cognitivo ed emotivo dei bambini e delle bambine?

Giovedì 12 marzo alle ore 11:30 (presso il padiglione E4, Sala della Volta) si terrà l’incontro Costruire una Scuola accogliente: metodo di studio, intelligenza artificiale ed educazione emotiva” a cura della professoressa Urdanch e della dottoressa Bertelli, esperte del Comitato Scientifico di MyEdu, casa editrice digitale, nella cornice fiorentina di DIDACTA ITALIA, la più importante manifestazione dedicata alla formazione e all’innovazione del mondo della scuola.

📅12 marzo
🕛11:30-12:30
📍E4 – Sala della Volta
👉Iscriviti qui

MyEdu, casa editrice digitale e partner del Ministero dell’Istruzione e del Merito, conferma anche quest’anno la sua presenza a DIDACTA ITALIA (stand H22, padiglione Cavaniglia) dall’11 al 13 marzo 2026 a Firenze, e per l’occasione promuove l’incontro formativo dal titolo: “Costruire una Scuola accogliente: metodo di studio, intelligenza artificiale ed educazione emotiva”.

Giovedì 12 marzo alle ore 11.30 presso la Sala della Volta (pad. E4), Barbara Urdanch, pedagogista, professoressa presso l’Università di Torino e formatrice Associazione Italiana Dislessia (AID) insieme a Monica Bertelli, psicologa e coach per il benessere emotivo personale e in ambito scolastico, entrambe esperte del Comitato Scientifico di MyEdu, dialogheranno sull’importanza di una scuola che sappia accogliere e permettere a tutti e tutte di imparare, secondo le proprie caratteristiche e unicità.

“Ogni bambino e ogni bambina ha un profilo cognitivo unico. Una scuola accogliente è un ambiente in cui ogni studente e ogni studentessa ha la possibilità di esprimere il proprio potenziale andando oltre le etichette, di conoscere il proprio modo di apprendere e di comprendere come funziona la propria mente nei processi di studio. Promuovere una cultura in cui, a parità di obiettivi didattici, tutti e tutte possono raggiungerli attraverso strade diverse per apprendere e con gli strumenti tecnologici più adatti ai propri bisogni significa costruire una sicurezza emotiva che rappresenta la base di un apprendimento significativo. Quando gli studenti e le studentesse imparano a riconoscere le proprie caratteristiche uniche e si sentono compresi, visti, non giudicati, sviluppano senso di autoefficacia, sicurezza e fiducia verso di sé e verso la scuola. È in questo spazio che l’intelligenza emotiva diventa un facilitatore dell’apprendimento: sostiene lo studio, rafforza la collaborazione e permette di trasformare eventuali vulnerabilità in risorse. Il benessere emotivo è una condizione fondamentale per imparare.Dichiara Monica Bertelli, psicologa, coach, istruttrice di mindfulness, esperta di benessere integrato, intelligenza emotiva e apprendimento, e membro del Comitato Scientifico di MyEdu.

La tecnologia, applicata in modo consapevole all’istruzione, può svolgere il ruolo di supporto, e non di sostituto dell’insegnante o degli strumenti tradizionali, da utilizzare per liberare il carico cognitivo degli studenti e delle studentesse su alcune attività e dare così spazio al pensiero, valorizzare le proprie capacità e seguire la propria strada. “Gli strumenti tecnologici possono ampliare le possibilità cognitive, mentre l’intelligenza emotiva può guidare il modo in cui queste possibilità vengono utilizzate: la tecnologia potenzia il fare e l’educazione emotiva orienta l’essere”, conclude Bertelli.

Sono molteplici i vantaggi dell’utilizzo consapevole di strumenti digitali basati sull’IA, come la possibilità di trasformare un contenuto scritto in un video, in una mappa concettuale o in un audio, oppure ricevere un feedback immediato rispetto ad alcuni compiti, delegare attività ripetitive per dare più spazio al pensiero e alla relazione con sé e con gli altri.

Ogni bambino e bambina ha la sua caratteristica di apprendimento, che va riconosciuta
e supportata attraverso le strategie e le risorse utili per il proprio funzionamento; per
questo diventa importante la costruzione di un metodo di studio efficace.
La tecnologia può aiutarci nel sostegno e nel riconoscimento di queste caratteristiche. Il
digitale permette ad esempio di manlevare alcuni processi, specie quelli legati agli
automatismi, che sono i più complicati per chi presenta caratteristiche di neurodiversità,
e fornisce strumenti compensativi efficaci a seconda delle proprie caratteristiche di apprendimento.”
Così dichiara Barbara Urdanch, pedagogista, professoressa presso l’Università di Torino, formatrice Associazione Italiana Dislessia (AID) e membro del Comitato Scientifico di MyEdu.

L’esperienza, costruita in un percorso di oltre 10 anni a fianco delle famiglie e dei docenti, ci ha insegnato che la tecnologia in ambito education funziona quando è progettata per supportare l’apprendimento, stimolare l’interazione e rendere la scuola più inclusiva.  Gli strumenti digitali in ambito scolastico non servono a semplificare o offrire scorciatoie, ma sono risorse per apprendere meglio, offrendo linguaggi adeguati e ampliando le possibilità di apprendimento secondo i tempi, i bisogni e le peculiarità di ogni bambino e bambina. Solo in questo modo possiamo costruire una scuola accogliente che sappia valorizzare le potenzialità ed educare emotivamente”, dichiara Laura Fumagalli, Presidente di MyEdu.

Una scuola, quindi, che sceglie di puntare sia sul fare che sull’essere, che sappia facilitare il dialogo, l’esplorazione identitaria, la gestione dello stress e la costruzione di relazioni significative, tutte condizioni che concorrono a sostenere non solo l’apprendimento, ma anche il benessere emotivo delle nuove generazioni.