Cominciamo rassicurandoti sul fatto che entrambe le forme - sia l’avverbio “daccapo” che la locuzione avverbiale “da capo” - sono corrette, ma vanno usate in contesti diversi.La scelta tra la…
Cominciamo rassicurandoti sul fatto che entrambe le forme – sia l’avverbio “daccapo” che la locuzione avverbiale “da capo” – sono corrette, ma vanno usate in contesti diversi.
La scelta tra la grafia unita o quella separata dipende soprattutto dallo stile che vogliamo dare al nostro testo e dal contesto in cui ci troviamo.
La forma daccapo (scritta unita con il raddoppiamento della c) è molto frequente ed è la scelta ideale per la scrittura quotidiana. Come i temi scolastici e i testi digitali, poiché riflette il modo in cui pronunciamo naturalmente la parola.
La forma da capo (staccata) è invece considerata più classica e formale; è la versione preferita nei testi letterari o in ambiti tecnici specifici. Ad esempio, nel linguaggio musicale, si usa esclusivamente la locuzione “da capo” per indicare la ripetizione di un brano dall’inizio.
Esiste però un errore da matita rossa: scrivere d’accapo con l’apostrofo (non c’è alcuna elisione) quindi l’apostrofo non va mai usato!
Per altri dubbi linguistici, visita la sezione “Dizionario” del Blog di MyEdu.
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